Il Tradimento di Stresa da parte della Gran Bretagna

Il Tradimento di Stresa da parte della Gran Bretagna

La mattina del 11 aprile 1935, Benito Mussolini sbarcava a Palazzo Borromeo, sull’Isola Bella, saltando giù da un motoscafo che lui stesso aveva pilotato.

Lo attendevano i massimi rappresentanti politici di Gran Bretagna e Francia, mentre la Germania di Adolf Hitler non era stata invitata. Le discussioni terminarono tre giorni dopo con la firma di un accordo ritenuto molto importante, che creò quello che fu definito il ‘Fronte di Stresa’.

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Abraham Lincoln, lo schiavista

Abraham Lincoln, lo schiavista

Thomas J. Di Lorenzo è uno storico che insegna economia alla Loyola University del Maryland ed è l’autore di, fra l’altro, di “The Real Lincoln” e “Lincoln Unmasked” nei quali documenta con una precisa documentazione quale fu il vero carattere di questo presidente che trascinò gli Stati Uniti nella prima guerra totale dell’era moderna, una guerra civile sanguinosissima, combattuta per difendere le industrie e le banche degli stati settentrionali di quel paese, contro il sud agricolo.

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Perché il Giappone attaccò gli Stati Uniti d’America

Perché il Giappone attaccò gli Stati Uniti d’America

Nei mesi che precedettero Pearl Harbour, Tokyo si trovò immersa in un gran fetore di feci umane che ammorbava l’aria. Questo fu un diretto effetto dell’embargo di petrolio imposto dagli Stati Uniti e che li aveva privati del novanta per cento del carburante. I primitivi pozzi neri della capitale richiedevano continui svuotamenti fatti con autocarri che poi sversavano nelle campagne.

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Il libro segreto di Adolf Hitler

Il libro segreto di Adolf Hitler

Tutti coloro che sono interessati allo studio della II Guerra Mondiale, e a quel grosso enigma che è stato e resta Adolf Hitler, non potranno mancare la lettura di un testo da poco pubblicato da Kaos Edizioni e intitolato “Il Libro Segreto di Adolf Hitler” uscito con una gran messe di note critiche curate da Giorgio Galli.

Ricordiamo che Giorgio Galli è la maggiore autorità a livello mondiale, oltreché un pioniere, nello studio della componente mistica e magica dell’ideologia nazista. Mancando questa conoscenza orfica del Nazismo, molte delle decisioni prese da Hitler e dai suoi accoliti non trovano alcuna spiegazione logica. Il suo “Hitler e il Nazismo magico” andato attraverso varie edizioni e ristampe, resta un testo fondamentale di studio.

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Il fucile italiano che uccise JFK

Il fucile italiano che uccise JFK

Il presidente americano Donald Trump ha deciso di rendere pubbliche le ultime carte secretate relative all’assassinio di John F. Kennedy. Potrei sbagliarmi ma la mia personale convinzione è che non emergerà nulla di nuovo. Penso che la commissione Warren abbia già rivelato tutto quanto andava rivelato. Non la pensano così milioni di scettici, i quali continuano a credere che dietro ci siano i cubani, la CIA, i sovietici, Lyndon Johnson e via dicendo.

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Columbus day: decolonizzazione e iconoclastia negli Stati Uniti

Columbus day: decolonizzazione e iconoclastia negli Stati Uniti

Marco Emilio Scauro (163 – 89 a.C.) fu un glorioso statista romano – si diceva di lui che reggesse il mondo con un cenno del capo – ma nel 92 a.C. fu trascinato in tribunale da un ambizioso tribuno, Quinto Vario Severo, che l’accusò d’essere stato corrotto da Mitridate, re del Ponto.

Egli si difese dicendo che: “È vergognoso, o popolo romano, che io venga chiamato a render conto delle mie azioni al cospetto di coloro che non mi hanno visto esercitarle. Tuttavia oserò farvi una domanda, anche se la gran parte di voi è troppo giovane per aver visto coprirmi d’onori al tempo della mia amministrazione. C’è qui Vario, nativo di Sucrone, che accusa il mio accusatore d’essere stato corrotto dai denari di quel re a danno della Repubblica. Lui nega d’essere colpevole, ma fra me e lui, a chi presterete fede?”

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I mongoli e la fine del Medioevo

I mongoli e la fine del Medioevo

La morte di Gengis Khan (1162-1227) non fermò l’avanzata mongola. Nel costruire il più vasto impero del mondo si muovevano con studiata ferocia, non solo seguendo la loro sete di bottino ma restando fermamente convinti di dover compiere una missione divina. Erano animisti e adoravano Tengri, la dea dell’eterno cielo blu. Più avanti, in parte, si convertirono al nestorianesimo, anche perché Yesu in mongolo vuol dire 9, il loro numero fortunato.

Le loro tecniche belliche avevano raggiunto la perfezione, e prima dell’arrivo delle armi da fuoco, si potevano dire invincibili. I cavalieri mongoli non furono mai più di centomila, anche se il loro termine per campo, urdu o orda, indica nella fantasia popolare milioni di armati.

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Il giallo del tenente uxoricida

Il giallo del tenente uxoricida

Uno dei processi più celebri nella storia italiana fu quello intentato al tenente Vito Modugno, e se fosse esistito Porta a Porta condotto da Bruno Vespa, non dubitiamo che ci avrebbe costruito sopra molte interessanti trasmissioni, con dibattiti, filmati e ricostruzioni.

Vito Modugno nacque a Bitonto nel 1870 in una famiglia della piccola borghesia e fu mandato a studiare all’accademia militare di Torino, da dove uscì con i gradi di sottotenente del Genio.
Era un uomo di piccola statura, con baffoni a manubrio e per quanto ne sappiamo assai ambizioso. A Torino sedusse una maestrina milanese, tale Elettra Barbieri, che rimase incinta e diede alla luce un bambino. Non volendola sposare, s’offrì volontario per andare a combattere in Africa, ma lei lo seguì con la loro creatura, che però non resse a un’infezione e morì. Partecipò alla battaglia di Adua e poi i due rientrarono in Italia, dove la piantò, cercando un miglior partito per sistemarsi.

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Il mistero dell’affondamento della corazzata Giulio Cesare

Il mistero dell’affondamento della corazzata Giulio Cesare

Conoscevo bene Luca Birindelli, tragicamente scomparso qualche anno fa. Un pioniere del commercio e dell’industria italiani all’estero, che aveva fondato degli studi legali a Hong Kong, Shanghai e Pyongyang, in Corea del Nord.

Un giorno, a Hong Kong, mentre eravamo a pranzo al ristorante Gaia di Paolo Monti, gli chiesi se davvero suo padre avesse affondato la corazzata Giulio Cesare, che al termine della guerra era stata ceduta all’URSS. Ricordo che rimase con una forchettata di spaghetti a mezzaria, mi guardò sorpreso e mi chiese di che diavolo stessi parlando. Glielo spiegai, ma lui scosse il capo, chiedendo la data dello scoppio. Gli dissi un’ora e mezza dopo il 28 ottobre 1955. “Io ero in fasce, ma la data 28 ottobre, anniversario della marcia su Roma, è davvero sospetta…comunque, non ce lo vedo proprio mio padre dare un bacio a mia madre, uscire di casa, incontrare Borghese e gli altri, poi tornare tranquillamente indietro, dopo aver fatto saltare una nave da guerra russa in Crimea.”

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