Il fucile italiano che uccise JFK

Il fucile italiano che uccise JFK

Il presidente americano Donald Trump ha deciso di rendere pubbliche le ultime carte secretate relative all’assassinio di John F. Kennedy. Potrei sbagliarmi ma la mia personale convinzione è che non emergerà nulla di nuovo. Penso che la commissione Warren abbia già rivelato tutto quanto andava rivelato. Non la pensano così milioni di scettici, i quali continuano a credere che dietro ci siano i cubani, la CIA, i sovietici, Lyndon Johnson e via dicendo.

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Il Salvator Mundi di Leonardo da Vinci deve rientrare in Italia

Il Salvator Mundi di Leonardo da Vinci deve rientrare in Italia

La scorsa settimana ho potuto ammirare un Leonardo Da Vinci originale a Hong Kong. Il quadro è noto come “Salvator Mundi” ed è rimasto esposto per tre giorni negli uffici della Christie’s.

I due responsabili della casa d’aste, Loïc Gouzer e François de Poortere, si dicono certi che, essendo l’unico quadro di Leonardo ancora in mano a privati, spunterà un prezzo superiore ai 100 milioni di dollari previsti. Sono stati tanto gentili da consentirmi d’osservare da pochi millimetri di distanza questo straordinaria opera, dipinta con colori a olio su una tavola di legno di noce (64.5 x 44.7 cm). L’anno dovrebbe essere il 1502, secondo Christie’s, ovvero mentre si trovava a Firenze.

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La vera storia della cravatta. Non è vero che fu inventata dai croati…

La vera storia della cravatta. Non è vero che fu inventata dai croati…

Una delle caratteristiche del futuro primo ministro austriaco, Sebastian Kurz, è il fatto che non indossa la cravatta. Forse questo accessorio maschile sta per sparire dal nostro guardaroba?

Crediamo di no, ma come già accaduto in passato assisteremo alla nascita di nuovi tipi e modelli di cravatte. Un ritorno al farfallino è fuori discussione, dato che ha ricevuto parecchia cattiva pubblicità negli anni 1970 e 1980: ormai gli psicologi confermano che si tende a vedere un bugiardo in chi lo porta. Leggi tutto

Columbus day: decolonizzazione e iconoclastia negli Stati Uniti

Columbus day: decolonizzazione e iconoclastia negli Stati Uniti

Marco Emilio Scauro (163 – 89 a.C.) fu un glorioso statista romano – si diceva di lui che reggesse il mondo con un cenno del capo – ma nel 92 a.C. fu trascinato in tribunale da un ambizioso tribuno, Quinto Vario Severo, che l’accusò d’essere stato corrotto da Mitridate, re del Ponto.

Egli si difese dicendo che: “È vergognoso, o popolo romano, che io venga chiamato a render conto delle mie azioni al cospetto di coloro che non mi hanno visto esercitarle. Tuttavia oserò farvi una domanda, anche se la gran parte di voi è troppo giovane per aver visto coprirmi d’onori al tempo della mia amministrazione. C’è qui Vario, nativo di Sucrone, che accusa il mio accusatore d’essere stato corrotto dai denari di quel re a danno della Repubblica. Lui nega d’essere colpevole, ma fra me e lui, a chi presterete fede?”

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I mongoli e la fine del Medioevo

I mongoli e la fine del Medioevo

La morte di Gengis Khan (1162-1227) non fermò l’avanzata mongola. Nel costruire il più vasto impero del mondo si muovevano con studiata ferocia, non solo seguendo la loro sete di bottino ma restando fermamente convinti di dover compiere una missione divina. Erano animisti e adoravano Tengri, la dea dell’eterno cielo blu. Più avanti, in parte, si convertirono al nestorianesimo, anche perché Yesu in mongolo vuol dire 9, il loro numero fortunato.

Le loro tecniche belliche avevano raggiunto la perfezione, e prima dell’arrivo delle armi da fuoco, si potevano dire invincibili. I cavalieri mongoli non furono mai più di centomila, anche se il loro termine per campo, urdu o orda, indica nella fantasia popolare milioni di armati.

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Il giallo del tenente uxoricida

Il giallo del tenente uxoricida

Uno dei processi più celebri nella storia italiana fu quello intentato al tenente Vito Modugno, e se fosse esistito Porta a Porta condotto da Bruno Vespa, non dubitiamo che ci avrebbe costruito sopra molte interessanti trasmissioni, con dibattiti, filmati e ricostruzioni.

Vito Modugno nacque a Bitonto nel 1870 in una famiglia della piccola borghesia e fu mandato a studiare all’accademia militare di Torino, da dove uscì con i gradi di sottotenente del Genio.
Era un uomo di piccola statura, con baffoni a manubrio e per quanto ne sappiamo assai ambizioso. A Torino sedusse una maestrina milanese, tale Elettra Barbieri, che rimase incinta e diede alla luce un bambino. Non volendola sposare, s’offrì volontario per andare a combattere in Africa, ma lei lo seguì con la loro creatura, che però non resse a un’infezione e morì. Partecipò alla battaglia di Adua e poi i due rientrarono in Italia, dove la piantò, cercando un miglior partito per sistemarsi.

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Il mistero dell’affondamento della corazzata Giulio Cesare

Il mistero dell’affondamento della corazzata Giulio Cesare

Conoscevo bene Luca Birindelli, tragicamente scomparso qualche anno fa. Un pioniere del commercio e dell’industria italiani all’estero, che aveva fondato degli studi legali a Hong Kong, Shanghai e Pyongyang, in Corea del Nord.

Un giorno, a Hong Kong, mentre eravamo a pranzo al ristorante Gaia di Paolo Monti, gli chiesi se davvero suo padre avesse affondato la corazzata Giulio Cesare, che al termine della guerra era stata ceduta all’URSS. Ricordo che rimase con una forchettata di spaghetti a mezzaria, mi guardò sorpreso e mi chiese di che diavolo stessi parlando. Glielo spiegai, ma lui scosse il capo, chiedendo la data dello scoppio. Gli dissi un’ora e mezza dopo il 28 ottobre 1955. “Io ero in fasce, ma la data 28 ottobre, anniversario della marcia su Roma, è davvero sospetta…comunque, non ce lo vedo proprio mio padre dare un bacio a mia madre, uscire di casa, incontrare Borghese e gli altri, poi tornare tranquillamente indietro, dopo aver fatto saltare una nave da guerra russa in Crimea.”

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L’ Euro e l’impero romano

L’ Euro e l’impero romano

Ricevo e pubblico questa opinione da Angelo Paratico pur non condividendola.

 

L’uscita dall’euro in Italia vien vista come una cosa da leghisti o da neofascisti, non degna d’esser presa sul serio. Eppure il buon senso ci dovrebbe guidare verso uno studio più attento sui pro e sui contro di tale scelta, senza farci intimorire da accademici e uomini politici che pretendono di conoscere l’economia.

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Confucio sulle Ferrovie Italiane

Confucio sulle Ferrovie Italiane

Confucio (551 – 479 a.C.) soleva ripetere che quando le parole perdono il proprio significato, una società decade. Per questo uno dei suoi temi centrali d’insegnamento fu detto della “rettificazione dei nomi”.

Vi sono vari passaggi nel suo Libro dei Detti Lun Yu nel quale questo suo concetto viene presentato e discusso, basti qui la sua celebre esclamazione: “Ah, un recipiente angolare senza angoli!”. Questo passo viene interpretato con il fatto che quel tal recipiente aveva perso la sua forma originaria ma aveva mantenuto il suo nome, che lo definiva appunto…angolare.

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La fine di Fini

La fine di Fini

L’articolo uscito oggi sul il Giornale circa il mandato d’arresto per Tulliani, cognato di Gianfranco Fini, mi fa tornare in mente certe memorie spiacevoli.

Dopo aver incontrato Bruno Zoratto a Hong Kong, nel 1993, avevo cominciato a collaborare con il quotidiano Il Secolo d’Italia come loro corrispondente dall’estremo Oriente. Un lavoro non pagato all’inizio – solo negli ultimi anni ricevevo un gettone, che non bastava assolutamente a coprire le spese minime – ma che avevo preso seriamente e, pur ricordando sempre l’aureo detto di Ben Johnson ‘ Solo i fessi scrivono gratis’ ero soddisfatto e contento di ciò che facevo.

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